SANT’AGATA MILITELLO – Cerimonia commemorativa alla Villa Falcone-Borsellino per il ventennale della Strage di Capaci

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L’A.C.I.S. e la Città unite nel ricordo del giudice Giovanni Falcone: “Martire della legalità” – …e il giudice barbaramente assassinato dalla mafia vent’anni fa assieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della sua scorta, così rispose alla provocatoria domanda …se valesse la pena di lottare per questo Stato…: ”Questo è l’unico Stato che abbiamo e lo si può migliorare solo se lo si difende; lo si può cambiare e correggere proprio perché lo si riconduce costantemente alla sua natura di Stato democratico, libero e indipendente da ogni altro potere”. Ricordando questa lapidaria testimonianza di fede del giudice Falcone, il presidente dell’Acis (Associazione commercianti e imprenditori santagatesi), Giuseppe Foti si avviava alla conclusione del suo discorso d’apertura della cerimonia di commemorazione dei vent’anni dall’assassinio del “giudice martire della legalità” giusto nell’omonima Villa santagatese al cospetto di autorità civili, religiose e militari, di docenti e scolaresche, di rappresentanze di associazioni cittadine (Associazione Agorà, Giovani Per Sant’Agata, Fondazione Mancuso, Associazione Koinè), del volontariato e d’armi nonché tantissimi cittadini che hanno risposto “presente” all’adunanza contro la mafia. “Oggi a vent’anni dalla scomparsa di Giovanni Falcone – soggiunge e conclude Foti –vogliamo ricordare ancora le sue parole e le teniamo come una guida, come un faro che ci illumina il sentiero da percorrere: le sue idee continuano e continueranno a camminare sulle nostre gambe”.

Il corteo, che da piazza Vittorio Emanuele davanti palazzo di città, silenzioso s’incammina lungo le vie Medici e Campidoglio per raggiungere “Villa Falcone e Borsellino”, man mano che transita, si allunga. A colorarlo di gioventù le bianche magliette indossate dalle scolaresche accompagnate da docenti e dirigenti dei locali istituti. Aprivano il corteo le associazioni d’armi in congedo con le rispettive bandiere, quindi – senza distinzioni di ruoli – cittadini e autorità, uniti nel ricordo della “straordinaria figura di un magistrato che per senso del dovere seppe perseverare con tenacia nel contrasto alla mafia, nonostante fosse consapevole di rischiare la vita”.

Qui, dopo il saluto alle autorità, Giuseppe Foti – in un breve excursus ha ricordato le incisive attività antiracket messe in atto sul territorio dall’Acis il sodalizio nato sull’orrore e la conseguente presa di coscienza della società civile all’indomani di quel tragico 23 maggio 1992 seguito, 57 giorni dopo, dall’efferato omicidio di Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone – rivolgendosi a dirigenti e docenti scolastici “sensibili ai temi della legalità prova ne è la loro presenza oggi qui con noi alla guida di ragazzi affidati dalle famiglie alle loro cure formative civili e culturali”. Poi, rivolgendosi alle scolaresche, soggiunge: “Il mio saluto e il mio ringraziamento più grandi sono rivolti a voi ragazzi per essere qui presenti questa mattina in cui vogliamo ricordare la strage di Capaci e il conseguente assassinio di un valente magistrato, Giovanni Falcone, un atto di vigliaccheria che ha inferto un duro colpo a cuore dello Stato e a tutto il tessuto sociale e civile della nostra società”.

Il sindaco Bruno Mancuso, che è stato uno dei primi imprenditori a scendere in piazza nel 1991 e quindi fra i promotori della nascita dell’Acis, prendendo la parola a nome della cittadinanza che rappresenta, della Giunta e del Consiglio comunali, concludendo il suo intervento, con forza si rivolge direttamente ai ragazzi: “Senza la Scuola non può esserci democrazia; senza democrazia non pussono esserci giustizia e libertà. Noi per primi, quali amministratori, dobbiamo essere da esempio di correttezza ed etica civili; voi come cittadini in fase di formazione avete tutto il diritto di pretendere da noi che oggi amministriamo la cosa pubblica di lasciarvi in eredità gli strumenti democratici finalizzati all’evolversi positivo del vostro avvenire di uomini e cittadini. Per conseguire questo obiettivo – conclude il sindaco – insieme, oggi e non domani, dobbiamo – voi con lo studio, noi con gli strumenti della legalità – fare ogni sforzo per sradicare dalla società la pianta del malaffare”.

Mons. Antonino Spiccia, il sempre presente e mai dimenticato arciprete della Chiesa madre, che in quel lontano inizio degli anni Novanta ha messo a disposizione dei soci fondatori della nascente Acis santagatese i locali della canonica, ha esortato i presenti alla preghiera pro-defunti in suffragio dell’anima delle vittime di Capaci e… non solo.

Da padre Gaetano Franchina parroco della chiesa Santa Lucia riceviamo un breve e significativo saluto all’Acis, alle autorità, alle scolaresche, alla cittadinanza presenti alla commemorazione falconiana arricchito da un pensiero di papa Paolo VI affinché “Possa istaurarsi nel mondo la Civiltà dell’Amore”.

Così apre il testo del messaggio: “Non uccidere! La vita è il primo dei beni, ciò che l’uomo ha di più prezioso. Mentre commemoriamo Falcone e Borsellino vittime della mafia, in questo nostro periodo storico s’impone una riflessione proprio sulla vita: Non si deplora mai abbastanza qualunque delitto e attentato alla vita!”. E ancora: “Di qui la condanna alle violenze di ogni genere, agli atti di terrorismo, alle oppressioni, alle ingiustizie, allo sfruttamento di persone e ogni altra sorta di vergogna che umiliano l’uomo nel più profondo della sua dignità personale e sociale”. Quindi, avviandosi alla conclusione, padre Franchina esprime un atto di fede: “Abbiamo fiducia che la comune sensibilità renda efficaci i desideri di tutti noi, perché come diceva Paolo Vi possa istaurarsi nel mondo la Civiltà dell’Amore”. (foto di Andrea Sturniolo)

Nino Vicario

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Pubblicato il 24 maggio 2012 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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